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La pirateria tra fonti normative e strumenti contrattuali di gestione del rischio

By Cecilia Severoni

Abstract

L\u2019articolo in oggetto prende in considerazione i profili giuridici del fenomeno della pirateria marittima, considerata universalmente un crimen iuris gentium, ovvero un crimine sanzionato in base ad una norma di diritto internazionale generale che consente ad ogni Stato, indipendentemente dalla nazionalit\ue0 della nave o dalla cittadinanza dei pirati, di catturare una nave o un aeromobile pirata, fermare le persone e catturare le cose a bordo degli stessi, in alto mare o in altro posto fuori dalla giurisdizione dello Stato costiero, ai sensi dell\u2019art. 105 della Convenzione di Montego Bay del 10 dicembre 1982 sul diritto del mare. Lo stesso si compone di sei capitoli che analizzano,nello specifico: gli elementi caratterizzanti del fenomeno; la normativa internazionale in materia di pirateria: la Convenzione di Montego Bay e le recenti Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite; l\u2019estensione dell\u2019ambito spaziale di applicazione della normativa internazionale nella vicenda della pirateria in Somalia; le iniziative comunitarie di contrasto alla pirateria; la normativa italiana in materia di pirateria; i riflessi privatistici del fenomeno della pirateria, ovvero il contratto di assicurazione; gli effetti del fenomeno sulla previdenza marinara, sull\u2019avaria comune e nella disciplina dei charteparties. Tra gli elementi di innovativit\ue0 dell'articolo \ue8 possibile indicare qualche notazione critica sulla sulla applicazione al caso della pirateria in Somalia del requisito, individuato dall'art. 105 della Convenzione di Montego Bay, della operativit\ue0 per fini privati dell'atto di pirateria. Al riguardo possiamo evidenziare che i pirati somali sono in alcune ipotesi pescatori che barattano reti in cambio di armi. In altri casi si tratta di alcuni gruppi che sono passati alla pirateria marittima con il pretesto di proteggere le acque territoriali somale da bracconieri e navi inquinanti. A tal fine hanno iniziato ad imporre tasse o ad estorcere denaro alle navi che riuscivano ad abbordare, attivit\ue0 che si \ue8 evoluta nel sequestro della nave al fine di ottenere un riscatto. Negli attacchi dagli stessi condotti possono disporre di lanciarazzi e dilanciagranate, nonch\ue9 di armi (fucili AK-47, ecc.). La finalit\ue0 di lucro nelle loro azioni \ue8 dunque indubitabile, e la redditivit\ue0 di un sequestro di nave commerciale pu\uf2 essere molto alta in rapporto al guadagno medio secondo parametri relativi ad un paese, come quello somalo, devastato dalla guerra. Tuttavia, \ue8 anche vero che il finanziamento della missione pirata \ue8 operato non solo da uomini d'affari locali e da emigranti arricchiti, ma anche da gruppi insurrezionali islamisti che operano con l'intento di destabilizzare la precaria situazione del governo somalo e di attentare al commercio internazionale in danno dei paesi occidentali.Non va infatti dimenticato che \ue8 a rischio anche l'aiuto fornito ai rifugiati somali dal Piano alimentare mondiale, e che il venire meno dell\u2019aiuto alle popolazioni locali potrebbe avere un immediato effetto destabilizzante per la fragile politica della regione. Si pu\uf2 dunque affermare che il fine degli atti di pirateria non \ue8 unitario, ed anche se in prevalenza \ue8 un fine di lucro, non \ue8 possibile sottacere la finalit\ue0 di terrorismo che connota in parte il finanziamento di tali atti. Finch\ue9, tuttavia, il fine ultimo sar\ue0 in prevalenza un fine economico gli atti in questione potranno rientrare nella nozione di pirateria dettata dalle regole del diritto internazionale del mare. L'altro elemento di novit\ue0 \ue8 dato dall'analisi dei risvolti privatistici di un atto di pirateria, sia perch\ue9 il codice della navigazione pone a carico dell'assicuratore i rischi derivanti da atti di pirateria, inseriti tra gli \uabaccidenti della navigazione\ubb (art. 521 c. nav.) e non nei rischi di guerra, sia perch\ue9 il pagamento del riscatto pu\uf2 figurare come un atto di avaria comune, reso nei confronti di una comune avventura marittima, ai sensi della Regola A di York e Anversa, cosicch\ue9 l'assicuratore sar\ue0 chiamato a rimborsare, oltre naturalmente al prezzo di riscatto, anche le eventuali spese di combustibile o di rimorchio della nave oggetto di pirateria. Normalmente il rischio di un atto di pirateria figura nello schema di polizza di assicurazione delle merci trasportate nella copertura \uabpieno rischio\ubb, ed \ue8 inserito tra i rischi di avaria particolare. Tuttavia, a causa dell'aggravarsi del rischio legato a fatti di pirateria al largo delle coste somale quest\u2019ultima viene spesso esclusa dalla copertura ordinaria

Year: 2010
OAI identifier: oai:air.uniud.it:11390/862915
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