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Il mestiere della guerra: l’organizzazione della violenza e del lavoro maschile in Sierra Leone e in Liberia

By Danny Hoffman

Abstract

<p class="p1">Secondo numerosi osservatori, i combattimenti scoppiati dal 1989 al 2003 nei paesi dell’Africa occidentale della Mano River Union (Sierra Leone, Liberia e Guinea) erano la dimostrazione che questa regione fosse estranea all’economia globale e rappresentavano una regressione verso una violenza tribale e primitiva. In realtà, la guerra lungo il fiume Mano è stata un conflitto post-moderno per eccellenza. La ricerca etnografica fra i combattenti, in entrambi i lati della frontiera, mostra che in questo campo di battaglia si era affermata una politica economica fondata sul lavoro violento, all’interno di un continuum che includeva l’estrazione dei diamanti e dell’oro nel profondo della foresta pluviale, la raccolta della gomma nelle piantagioni regionali e le campagne elettorali a favore dei politici nelle principali città della regione. Lungi dall’essere una regressione verso uno stato pre-moderno, le dinamiche dell’aggregazione e del dispiegamento della forza lavoro nel mestiere della guerra suggeriscono che questa regione era, ed è tuttora, un laboratorio per il capitalismo del futuro. </p

Topics: Antropologia, etnografia, guerra, Sierra Leone, Liberia, Anthropology, GN1-890
Publisher: Ledizioni
Year: 2015
OAI identifier: oai:doaj.org/article:e9b6f91974944f4d81bb617d385af99b
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