Valutazione molecolare della progressione tumorale e stratificazione dell'aggressività clinica nei carcinomi tiroidei

Abstract

il carcinoma papillare è il più frequente tra i tumori della tiroide, ad oggi ha una terapia efficace e sopravvivenza a 10 anni di circa il 95%. In una percentuale ridotta di casi, tuttavia, nonostante il trattamento con radioiodio, il carcinoma papillare differenziato può progredire verso forme più aggressive, sviluppando metastasi a distanza o ripresentandosi in forme meno differenziate. L’attuale incapacità al momento della diagnosi morfologica di discriminare con certezza le lesioni che, pur essendo ben differenziate, avranno un comportamento aggressivo rappresenta una forte limitazione alla corretta stratificazione dei pazienti; ne consegue l’impiego di un trattamento demolitivo e non esente da complicanze dove non necessario, oppure di un trattamento conservativo in pazienti che in realtà necessiterebbero un margine di sicurezza più elevato. Nel presente studio vengono presi in esame 6 casi di progressione, ciascuno costituito dal tumore primitivo e dalla corrispondente metastasi a distanza o recidiva locale con l’obbiettivo di descrivere questi casi poco frequenti, stadiandoli e confrontando le loro istologie, le mutazioni driver e il loro profilo molecolare, al fine di caratterizzare accuratamente il loro comportamento in prospettiva di una migliore stratificazione e dunque di una migliore gestione clinica di questi pazienti

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