Eschilo in Sofocle

Abstract

Chi studia le forme letterarie \ue8 quasi chiamato a cogliere la continuit\ue0 e la discontinuit\ue0 nei complessi semiotici attivati o privilegiati dagli autori; riguardo alla poesia drammatica l\u2019attenzione si appunta sull\u2019universo semiotico costituito dall\u2019invenzione drammaturgica, dalla testualit\ue0 verbale e dall\u2019interazione fra le due. Credo di esprimere un\u2019opinione largamente condivisa dicendo che, anche a prescindere dal poco lusinghiero giudizio su Eschilo attribuito dalla tradizione a Sofocle e dagli indizi, per la verit\ue0 non sempre del tutto trasparenti, di contrapposizione biografica e politica, e anche a non voler speculare su ci\uf2 che oppone, o semplicemente differenzia, le visioni del mondo dei due drammaturghi, comunque non possiamo sottrarci all\u2019impressione immediata di una rilevante discontinuit\ue0 tra Sofocle ed Eschilo, tanto nella drammaturgia quanto nella dizione. Il proposito di questa relazione \ue8 invece quello di verificare se si possano cogliere, fra i due autori, almeno alcuni tratti di continuit\ue0: tanto quelli ravvisabili nella costituzione e nel rafforzamento di un linguaggio proprio della scena tragica, quanto quelli rispondenti a una precisa scelta individuale - dunque tanto sul piano della langue quanto su quello della parol

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oai:iris.univr.it:11562/332734Last time updated on 7/9/2019

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