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Le ceramiche comuni di età romana

By Alessandro Quercia

Abstract

This is the author's final draft of the book chapter published as Quercia, A. Le ceramiche comuni di età romana. In: Filippi, F. (ed), Horti et Sordes. Uno scavo alle falde del Gianicolo (Quasar©2008), pp.141-176. The definitive version is available at http://www.edizioniquasar.it/Le ceramiche comuni di età romana\ud costituiscono di gran lunga la categoria ceramica maggiormente attestata\ud nello scavo di via Sacchi: sono stati identificati complessivamente oltre 12.743 frammenti, di cui 4630\ud costituiscono il numero minimo individui (NMI), conteggiati sulla base degli orli. Il materiale complessivo\ud è stato suddiviso in differenti classi di materiali secondo i criteri di classificazione basati sulle caratteristiche\ud tecnologiche; la ceramica da fuoco, con un impasto adatto all’esposizione alla fiamma, che la rende utilizzabile\ud per la cottura di cibi ed altre operazioni analoghe; la ceramica comune acroma, il cui impasto ha caratteristiche\ud tecniche che non permettono la sua esposizione al fuoco e che veniva utilizzata per la preparazione, la conservazione\ud e il consumo di alimenti solidi e liquidi; la ceramica comune verniciata, caratterizzata da una rivestimento\ud applicato sulla superficie dei recipienti. Nell’ambito della ceramica da fuoco rientrano due produzioni\ud nettamente distinte; la ceramica africana da cucina e la ceramica a vernice rossa interna.\ud All’interno delle singole classi ceramiche sono state definite le principali forme. L’individuazione delle forme\ud si basa sulle caratteristiche morfologiche (ad esempio l’articolazione dell’imboccatura, la presenza e il numero\ud delle anse), sui parametri dimensionali (ossia il calcolo dei rapporti proporzionali fra gli elementi morfologici\ud di un vaso, quali ad esempio il diametro dell’orlo e l’altezza) e sulle caratteristiche tecniche e funzionali. Per\ud quanto riguarda la terminologia, si è deciso di adottare nomi moderni per indicare le forme ceramiche, affiancati\ud quando è possibile dal nome latino; i termini moderni rivestono in questo caso un valore meramente convenzionale,\ud connesso alla necessità di stabilire un lessico univoco secondo i criteri di classificazione applicati\ud piuttosto che un riferimento alla funzione connesso al nostro moderno ambito culturale.\ud All’interno delle forme, infine, sono stati individuati, sulla base di sensibili mutamenti morfologici, i tipi e\ud le varianti. [from the introdution

Publisher: Quasar
Year: 2008
OAI identifier: oai:lra.le.ac.uk:2381/8355

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