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La crisi d'impresa e le procedure concorsuali. I controlli del revisore per l'attestazione dei piani di risanamento aziendale

By ANDREA MAESTRELLI

Abstract

Il lavoro intende illustrare il ruolo ed il lavoro del revisore legale dei conti nell’asseverazione dei piani di risanamento aziendale, così come concepiti dall’attuale formulazione della legge fallimentare. Il primo dei cinque capitoli che compongono la tesi è dedicato all’approfondimento del concetto di crisi aziendale e delle possibili soluzioni, alternative al fallimento, previste dalle riformate norme concorsuali. In particolare sono esaminate le caratteristiche delle tre figure giuridiche a cui il legislatore ha demandato la funzione di prevenire lo stato d’insolvenza delle imprese e con esso la disgregazione del valore aziendale, ovvero:  i piani attestati di risanamento ex articolo 67, terzo comma, lettera d) della legge fallimentare,  il concordato preventivo, ex articolo 160 della legge fallimentare,  gli accordi di ristrutturazione ex articolo 182-bis della legge fallimentare. Il capitolo si conclude con un paragrafo in cui è illustrato il contenuto dei piani aziendali elaborati dall’imprenditore in crisi per descrivere il percorso di risanamento scelto per la propria azienda. Ad essi le recenti pronunce dottrinali hanno assimilato forma e contenuti tipici del business plan concepito secondo moderne teorie aziendalistiche. Il lavoro termina osservando che, per la loro rilevanza strategica, i piani aziendali hanno assunto un ruolo centrale nelle procedure sopra indicate ed a questi sono affidate le sorti del salvataggio dell’impresa. Nel secondo capitolo l’attenzione è rivolta alla figura del professionista incaricato ad analizzare il contenuto dei piani ed ad attestarne la loro riuscita in termini operativi. Viene poi illustrato il lavoro che il professionista svolge per accertare la veridicità dei dati contenuti nel piano e la concreta fattibilità delle azioni in esso descritte. Viene infine esaminato il contenuto della relazione con cui il professionista esprime il proprio giudizio e le responsabilità che esso si assume con l’attestazione del piano. Il terzo ed il quarto capitolo rappresentano il fulcro della tesi in quanto contengono la descrizione delle tecniche di revisione aziendale che il professionista deve applicare per giungere alla formulazione di un giudizio che risulti professionalmente ineccepibile. Il primo obiettivo del revisore è rappresentato dall’accertamento della “veridicità” dei dati contenuti nel piano: in particolare il professionista è chiamato a verificare la correttezza contabile e sostanziale dei saldi inseriti nel piano in quanto questi rappresentano il punto di partenza per le azioni volte al risanamento aziendale. Rappresentando le “fondamenta” del piano, i valori contabili iniziali dovranno essere attentamente revisionati con tecniche di audit di rapida attuazione ed efficaci. Contrariamente ad altri lavori di revisione, infatti, quelli svolti nell’ambito di procedure concorsuali sono caratterizzati dallo stato di necessità ed urgenza in cui l’impresa si trova. L’azione del professionista, pertanto, dovrà essere chirurgicamente rivolta alle poste contabili maggiormente significative al fine di ridurre al minimo i tempi di verifica ed ottimizzare, così, l’efficacia dei test sostanziali effettuati. Terminato il lavoro sui saldi contabili iniziali il professionista passerà a sviluppare la fase più delicata del proprio intervento che consiste, appunto, nell’attestazione di fattibilità del piano aziendale. Durante questa seconda fase il revisore è chiamato a formulare un parere sull’esito del business plan elaborato dall’imprenditore, soffermandosi sulla capacità delle azioni prospettate di determinare l’“inversione di rotta” dell’azienda. Il giudizio di attestazione del piano può essere influenzato da numerose componenti soggettive e discrezionali e l’assenza di specifici standard valutativi, nonché di statuite procedure per la validazione dei piani aziendali, rendono questo passaggio particolarmente insidioso e denso di rischi per il revisore. Solo la sensibilità del professionista e l’esperienza maturata nella gestione di crisi aziendali potranno supportarlo nella formulazione del giudizio finale. Il lavoro si conclude con un caso pratico suggerito dall’esperienza professionale maturata dallo scrivente

Topics: SECS-P/07
Publisher: Pisa University
Year: 2011
OAI identifier: oai:etd.adm.unipi.it:etd-02062011-171744

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