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E. coli, Salmonella spp. e biotossine algali nelle acque del litorale apuano per l'allevamento dei molluschi

By ALESSIO MAFFEI

Abstract

I molluschi bivalvi vivi possono costituire un rischio in materia di sicurezza alimentare in quanto, essendo organismi filtratori, potrebbero rappresentare un potenziale serbatoio di agenti patogeni e sostanze tossiche (batteri, virus, biotossine algali, pesticidi, metalli pesanti, PCB, IPA, isotopi radioattivi). Lo studio della qualità microbiologica dei molluschi bivalvi vivi fornisce informazioni utili per la tutela della salute pubblica. La raccolta e la commercializzazione dei molluschi bivalvi vivi sono subordinate alla conformità dei parametri chimici definiti dal Regolamento CE 1881/06 e dei parametri igienico-sanitari individuati dai Regolamenti CE 853/04 e 2073/05. Il Regolamento CE 854/04 prevede che gli Stati membri provvedano a classificare le zone di produzione dei molluschi bivalvi vivi e ad istituire un Sistema di Sorveglianza sulle zone di classificazione e sugli impianti di produzione che permetta un costante monitoraggio della salubrità di tali prodotti e della qualità igienica-sanitaria delle acque. Nonostante il territorio toscano per caratteristiche ambientali e geografiche si presti alla produzione e alla pesca di molluschi, la molluschicoltura è scarsamente praticata e non esistono impianti veri e propri. Le aree già classificate, dove attualmente è possibile pescare, ed immettere successivamente il prodotto nel mercato, sono distribuite a nord della regione tra Livorno e la Versilia mentre tutto il resto della costa è sprovvisto di zone controllate e potenzialmente sfruttabili. In quest’ottica la Regione Toscana, attraverso la legge regionale n°66/2005 “Disciplina delle attività di pesca marittima e degli interventi a sostegno della pesca professionale e dell’acquacoltura”, ha promosso un piano di monitoraggio e classificazione di nuove aree, tra cui quella del litorale apuano lungo le coste di Marina di Carrara e di Montignoso, in cui si inserisce la presente tesi; tali aree andranno ad aggiungersi a quelle già esistenti e attualmente sfruttate, ampliando le possibilità di sviluppo del settore della molluschicoltura. Considerati gli aspetti economici e le implicazioni sanitarie, questa tesi si colloca in un quadro dinamico attualmente in evoluzione. Lo scopo è rappresentato dalle attività di classificazione delle acque marine lungo il litorale apuano, per le future attività di pesca ed allevamento dei molluschi, in accordo con i vigenti Regolamenti Europei in materia di sicurezza alimentare. La presente tesi, svolta nell’ambito del tirocinio effettuato presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Pisa, ha previsto analisi microbiologiche, per la determinazione di E. coli e Salmonella spp., ed analisi biotossicologiche per la determinazione di biotossine algali di tipo PSP e DSP su 80 campioni di molluschi bivalvi vivi, prelevati con cadenza quindicinale da Luglio 2009 a Dicembre 2009, nelle acque marine lungo il litorale apuano. Per quanto riguarda il parametro E. coli il 65% dei campioni è risultato inferiore o uguale al limite stabilito per le aree di classe A (230 E. coli/100 g); il 20% è risultato inferiore o uguale al limite stabilito per le aree di classe B (4600 E. coli/100 g) mentre il 15% dei campioni è risultato inferiore o uguale al limite stabilito per le aree di classe C (46000 E. coli/100 g). La ricerca di Salmonella spp. ha invece evidenziato una presenza sporadica del patogeno interessando un numero di campioni pari al 2,5% di quelli analizzati. Per le analisi biotossicologiche sono stati analizzati 23 campioni mediante prova biologica, per la determinazione di tossine PSP e DSP. In 2 campioni è stata rilevata positività per le tossine DSP, quindi con una percentuale di positività pari al 9%. In nessuno dei campioni è stata rilevata la presenza di tossine PSP. I campioni non conformi ai limiti stabiliti per le aree di classe A, rilevati in maniera pressoché equiparabile nelle due aree in esame, potrebbero far pensare ad un inquinamento delle acque da parte di reflui urbani non adeguatamente bonificati. Pertanto, sarebbe opportuno effettuare un maggior controllo degli impianti di depurazione dei reflui di scarico. Nell'analisi dei risultati è opportuno correlare le non conformità ottenute con le condizioni meteomarine stagionali ed occasionali, in modo tale da associare eventuali contaminazioni dei campioni di molluschi ad un preciso quadro microbiologico delle acque marine

Topics: AGRARIA
Publisher: Pisa University
Year: 2050
OAI identifier: oai:etd.adm.unipi.it:etd-02132010-140120
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