Article thumbnail
Location of Repository

Con_temporary voids. An ephemeral approach to the city

By Antonella Babini

Abstract

La ricerca si incentra sul tema del vuoto nella città, prevalentemente europea ed italiana, ribaltando il punto di vista per cui si è soliti identificare lo spazio urbano con quello definito e delimitato dal costruito. In questa direzione il progetto dello spazio pubblico appare un tema trasversale, che ha definito con le sue variazioni l’immagine della città nel corso dei secoli: la rilettura dello spazio urbano, nella città densa e stratificata di oggi, è un primo passo per la comprensione delle idee urbane che ne erano alla base e per la formazione di nuovi stimoli progettuali; ma soprattutto è una problematica utile ed attuale, di fronte ad un modello insediativo diffuso che si scontra con l’imperativo sempre più stringente della sostenibilità. La crescente complessità urbana, fatta non solo di vuoti consolidati e riconoscibili da un punto di vista formale, ma anche di tanti altri spazi che sfuggono alle classificazioni perché residuali e non progettati o in quanto aree non utilizzate, ci obbliga a riflettere sulle motivazioni e i processi che hanno prodotto questa situazione: l’obbligo di arginare il consumo di suolo, risorsa non rinnovabile, passa necessariamente per un approccio al riuso e alla riqualificazione dei vuoti, basati su uno studio reale delle loro caratteristiche e potenzialità. Dunque ci si pone l’obiettivo di comprendere e ripensare il vuoto in modo più coerente alle necessità e alle risorse attuali. A questo proposito si definisce un nuovo punto di partenza, fatto di parametri adeguati ad analizzare e confrontare le diverse tipologie di vuoti, e successivamente se ne analizzano i metabolismi. Quindi, facendo riferimento all’orizzonte progettuale degli ultimi quindici anni, si individuano i contributi più innovativi alla formulazione di nuove strategie per il vuoto; ne emerge un punto in comune: nelle diversità dei singoli approcci, tutti attribuiscono un ruolo fondamentale alla transitorietà ed alla reversibilità del contemporaneo, abbandonando l’idea di una permanenza del progetto, insita nella nostra forma mentis. Dunque il temporaneo emerge come risposta al contemporaneo. Questo importante risultato, finora testato solo su realtà metropolitane, viene confrontato con un caso di studio più sintomatico della realtà urbana italiana: la città di Ancona. Si ottengono risultati notevoli: i parametri definiti ad inizio ricerca si dimostrano rilevabili in ogni centro urbano, a prescindere dalle dimensioni, dunque efficaci elementi da considerare; l’idea di una riappropriazione in chiave effimera e parassitaria degli spazi urbani si rivela fondata anche sul piano locale, dove è confermata dal riscontro di fermenti di un parassitismo culturale e tensioni verso eventi temporanei. Si individuano dei vuoti notevoli, punti prioritari per mettere in atto le tendenze delineate da questo percorso di ricerca, in grado di innescare grandi cambiamenti con poche risorse: un nuovo punto di partenza per nuove vicende urbane

Topics: ICAR/14 - Composizione architettonica e urbana, Vuoti contemporanei, Vuoti temporanei, Figure del vuoto, Strategie effimere per il vuoto, Componenti del vuoto
Publisher: Italy
Year: 2011
OAI identifier: oai:openarchive.univpm.it:123456789/256
Download PDF:
Sorry, we are unable to provide the full text but you may find it at the following location(s):
  • http://openarchive.univpm.it/j... (external link)
  • Suggested articles


    To submit an update or takedown request for this paper, please submit an Update/Correction/Removal Request.