786 research outputs found

    Efficacia delle sanzioni nel settore bancario: criticità e spunti comparatistici

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    Il tema dell’efficacia dell’apparato sanzionatorio previsto in ambito bancario e finanziario si è recentemente imposto al centro del dibattito, anche inter-istituzionale, scaturito dalle crisi che hanno interessato alcuni istituti di credito italiani (ed europei) e dalla conseguente indagine avviata dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario (istituita con l. 12 luglio 2017, n. 107). Quest’ultima, nella Relazione finale dei propri lavori, include l’insufficienza e l’inadeguatezza delle misure sanzionatorie di competenza della Banca d’Italia e della Consob tra le ragioni che avrebbero pregiudicato l’efficacia della loro azione di vigilanza, favorendo l’aggravarsi delle condizioni di alcuni enti creditizi e minacciando la stabilità dell’intero mercato bancario italiano. In realtà, parte delle carenze del regime sanzionatorio previsto dall’ordinamento bancario italiano sono state colmate mediante modifiche legislative che hanno incrementato gli importi delle sanzioni pecuniarie comminate per violazioni della disciplina bancaria, diversificato le misure sanzionatorie non pecuniarie irrogabili da parte della Banca d’Italia e, soprattutto, ampliato la platea dei soggetti sanzionabili alle società responsabili della violazione e, al ricorrere di determinati presupposti, alle persone fisiche (esponenti e dipendenti) (1). Inoltre, la procedura sanzionatoria è stata riformata per tenere conto dell’istituzione del Single Supervisory Mechanism, che ha dato avvio al più ambizioso progetto di costruzione della European Banking Union. In questo contesto, la tesi dottorale dapprima analizza da un punto di vista giuridico le disposizioni sanzionatorie stabilite dalla normativa bancaria in Italia e nell’SSM (Capitoli I e II). Quindi, ne valuta l’efficacia alla luce dei principi di analisi economica del diritto (mutuati sia dalla teoria della deterrenza delle sanzioni, sia da cenni alle nuove frontiere della behavioral economics) (Capitolo III). Infine, si propone di individuare spunti comparatistici offerti dalla comparazione con il corrispondente framework vigente negli Stati Uniti (Capitolo IV).Il tema dell’efficacia dell’apparato sanzionatorio previsto in ambito bancario e finanziario si è recentemente imposto al centro del dibattito, anche inter-istituzionale, scaturito dalle crisi che hanno interessato alcuni istituti di credito italiani (ed europei) e dalla conseguente indagine avviata dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario (istituita con l. 12 luglio 2017, n. 107). Quest’ultima, nella Relazione finale dei propri lavori, include l’insufficienza e l’inadeguatezza delle misure sanzionatorie di competenza della Banca d’Italia e della Consob tra le ragioni che avrebbero pregiudicato l’efficacia della loro azione di vigilanza, favorendo l’aggravarsi delle condizioni di alcuni enti creditizi e minacciando la stabilità dell’intero mercato bancario italiano. In realtà, parte delle carenze del regime sanzionatorio previsto dall’ordinamento bancario italiano sono state colmate mediante modifiche legislative che hanno incrementato gli importi delle sanzioni pecuniarie comminate per violazioni della disciplina bancaria, diversificato le misure sanzionatorie non pecuniarie irrogabili da parte della Banca d’Italia e, soprattutto, ampliato la platea dei soggetti sanzionabili alle società responsabili della violazione e, al ricorrere di determinati presupposti, alle persone fisiche (esponenti e dipendenti) (1). Inoltre, la procedura sanzionatoria è stata riformata per tenere conto dell’istituzione del Single Supervisory Mechanism, che ha dato avvio al più ambizioso progetto di costruzione della European Banking Union. In questo contesto, la tesi dottorale dapprima analizza da un punto di vista giuridico le disposizioni sanzionatorie stabilite dalla normativa bancaria in Italia e nell’SSM (Capitoli I e II). Quindi, ne valuta l’efficacia alla luce dei principi di analisi economica del diritto (mutuati sia dalla teoria della deterrenza delle sanzioni, sia da cenni alle nuove frontiere della behavioral economics) (Capitolo III). Infine, si propone di individuare spunti comparatistici offerti dalla comparazione con il corrispondente framework vigente negli Stati Uniti (Capitolo IV).LUISS PhD Thesi

    La self-regulation per le imprese di telecomunicazioni e servizi media: genesi, applicazione e prospettive future tra tutela dei diritti e gruppi di interesse

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    Regolazione e autoregolazione: presupposti e definizioni. Autoregolazione e servizi media. La correlazione tra imprese e gruppi di interesse nella formazione degli strumenti di self-regulation. La self-regulation a tutela del consumatore utente. Web e autoregolazione: una nuova prospettiva di tutela?Regolazione e autoregolazione: presupposti e definizioni. Autoregolazione e servizi media. La correlazione tra imprese e gruppi di interesse nella formazione degli strumenti di self-regulation. La self-regulation a tutela del consumatore utente. Web e autoregolazione: una nuova prospettiva di tutela?LUISS PhD Thesi

    Il ne bis in idem in Europa e il double jeopardy negli USA: una comparazione

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    L’elaborato propone un’analisi comparatistica del ne bis in idem con il suo “omologo” statunitense: il principio del Double Jeopardy. Il contesto di riferimento è quello dei sistemi sanzionatori cosiddetti “a doppio binario” nei quali, a fronte della medesima condotta, le relative normative prevedono l’avvio di un duplice procedimento e l’irrogazione di una duplice sanzione (una penale e l’altra formalmente amministrativa o civile, ma sostanzialmente riconducibile alla materia penale in forza dei criteri elaborati dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo). Invero, la compatibilità di tali sistemi sanzionatori con il ne bis in idem è stata messa a dura prova dalla giurisprudenza delle Corti Europee. E’ noto, infatti, come a far data dalla sentenza “Grande Stevens c. Italia”, l’orientamento della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sia stato nel senso della massima tutela del singolo rispetto alle duplicazioni procedimentali e sanzionatorie e come, a tale spinta garantistica, abbia fatto seguito il significativo “revivement” espresso, dalla stessa Corte, nella pronuncia “A e B c. Norvegia”. Analizzati questi aspetti, la parte principale del lavoro si soffermerà sul principio Double Jeopardy. Invero, anche nell’ordinamento statunitense la definizione dei presupposti e della portata del principio ha impegnato a lungo dottrina e giurisprudenza. Al di là delle criticità derivanti dall’individuazione del concetto di “same offense”, gli interpreti si sono interrogati sulla possibilità di estendere l’operatività del principio ai parallel proceedings e alle multiple plunishments (laddove una delle due sanzioni, pur non avendo formalmente carattere penale, sortisca comunque un effetto punitivo e deterrente). In proposito, si sono succedute diverse pronunce della Suprema Corte, la quale, dopo aver ritenuto che il Double Jeopardy osterebbe al cumulo sanzionatorio e procedimentale, ha inteso restringere i confini del principio, inducendo gli interpreti a individuare, in altre norme, il parametro a cui ancorare la compatibilità costituzionale dei parallel proceedings e delle multiple punishments. Il lavoro dimostrerà come nell’ordinamento statunitense si sia giunti a delineare dei meccanismi che consentano di evitare simili cumuli sanzionatori e procedimentali. Si tratta, invero, di soluzioni dettate dalle peculiarità dal sistema sostanziale e processuale statunitense e che non potranno essere fatte proprie dal nostro ordinamento. Ciononostante, esse costituiscono un valido punto di partenza nel tentativo di definire un regime di tali sistemi sanzionatori che possa conciliare le esigenze punitive dell’ordinamento e quelle garantistiche del singolo.L’elaborato propone un’analisi comparatistica del ne bis in idem con il suo “omologo” statunitense: il principio del Double Jeopardy. Il contesto di riferimento è quello dei sistemi sanzionatori cosiddetti “a doppio binario” nei quali, a fronte della medesima condotta, le relative normative prevedono l’avvio di un duplice procedimento e l’irrogazione di una duplice sanzione (una penale e l’altra formalmente amministrativa o civile, ma sostanzialmente riconducibile alla materia penale in forza dei criteri elaborati dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo). Invero, la compatibilità di tali sistemi sanzionatori con il ne bis in idem è stata messa a dura prova dalla giurisprudenza delle Corti Europee. E’ noto, infatti, come a far data dalla sentenza “Grande Stevens c. Italia”, l’orientamento della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sia stato nel senso della massima tutela del singolo rispetto alle duplicazioni procedimentali e sanzionatorie e come, a tale spinta garantistica, abbia fatto seguito il significativo “revivement” espresso, dalla stessa Corte, nella pronuncia “A e B c. Norvegia”. Analizzati questi aspetti, la parte principale del lavoro si soffermerà sul principio Double Jeopardy. Invero, anche nell’ordinamento statunitense la definizione dei presupposti e della portata del principio ha impegnato a lungo dottrina e giurisprudenza. Al di là delle criticità derivanti dall’individuazione del concetto di “same offense”, gli interpreti si sono interrogati sulla possibilità di estendere l’operatività del principio ai parallel proceedings e alle multiple plunishments (laddove una delle due sanzioni, pur non avendo formalmente carattere penale, sortisca comunque un effetto punitivo e deterrente). In proposito, si sono succedute diverse pronunce della Suprema Corte, la quale, dopo aver ritenuto che il Double Jeopardy osterebbe al cumulo sanzionatorio e procedimentale, ha inteso restringere i confini del principio, inducendo gli interpreti a individuare, in altre norme, il parametro a cui ancorare la compatibilità costituzionale dei parallel proceedings e delle multiple punishments. Il lavoro dimostrerà come nell’ordinamento statunitense si sia giunti a delineare dei meccanismi che consentano di evitare simili cumuli sanzionatori e procedimentali. Si tratta, invero, di soluzioni dettate dalle peculiarità dal sistema sostanziale e processuale statunitense e che non potranno essere fatte proprie dal nostro ordinamento. Ciononostante, esse costituiscono un valido punto di partenza nel tentativo di definire un regime di tali sistemi sanzionatori che possa conciliare le esigenze punitive dell’ordinamento e quelle garantistiche del singolo.LUISS PhD Thesi

    Aiuti di Stato e servizi socio-sanitari

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    I servizi socio-sanitari nel diritto dell’Unione europea: inquadramento generale. L’assoggettamento dei servizi socio-sanitari alla disciplina degli aiuti di Stato: i servizi sociali di interesse generale di carattere economico. Finanziamento dei servizi socio-sanitari e disciplina degli aiuti di Stato: quadro giuridico. Finanziamento dei servizi socio-sanitari e disciplina degli aiuti di stato: giurisprudenza della Corte e prassi decisionale della Commissione. Il diritto degli aiuti di stato e gli «spazi sociali nazionali» alla luce dell’azione delle istituzioni Ue: sfide e strade per la riconciliazione dell’economico e del sociale in Europa.I servizi socio-sanitari nel diritto dell’Unione europea: inquadramento generale. L’assoggettamento dei servizi socio-sanitari alla disciplina degli aiuti di Stato: i servizi sociali di interesse generale di carattere economico. Finanziamento dei servizi socio-sanitari e disciplina degli aiuti di Stato: quadro giuridico. Finanziamento dei servizi socio-sanitari e disciplina degli aiuti di stato: giurisprudenza della Corte e prassi decisionale della Commissione. Il diritto degli aiuti di stato e gli «spazi sociali nazionali» alla luce dell’azione delle istituzioni Ue: sfide e strade per la riconciliazione dell’economico e del sociale in Europa.LUISS PhD Thesi

    Nuove prospettive per la gestione delle imprese in crisi: la trasformazione delle società in crisi e l’ipotizzabilità del trust con finalità liquidativa

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    La trasformazione nel nostro ordinamento quale fenomeno modificativo del contratto e la sua compatibilità con la fase di crisi dell’ente. Il trust interno: ammissibilità nel nostro ordinamento e limiti applicativi. Il trust e l’impresa in crisi. Problemi applicativi della trasformazione in trust liquidativo.La trasformazione nel nostro ordinamento quale fenomeno modificativo del contratto e la sua compatibilità con la fase di crisi dell’ente. Il trust interno: ammissibilità nel nostro ordinamento e limiti applicativi. Il trust e l’impresa in crisi. Problemi applicativi della trasformazione in trust liquidativo.LUISS PhD Thesi

    L’accesso ai big data nel diritto europeo della concorrenza: riflessioni sull’applicabilità dell’essential facility doctrine

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    L’"ecosistema" dei Big Data . I Big Data in una prospettiva antitrust. Big Data: Essential Facility Test.L’"ecosistema" dei Big Data . I Big Data in una prospettiva antitrust. Big Data: Essential Facility Test.LUISS PhD Thesi

    Misure di prevenzione patrimoniali: tra giusto processo e tutela del credito

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    L’evoluzione concettuale e normativa della prevenzione speciale. Il sottosistema “moderno” della prevenzione patrimoniale. Il giusto processo ed il procedimento di prevenzione. La tutela dei diritti dei terzi.L’evoluzione concettuale e normativa della prevenzione speciale. Il sottosistema “moderno” della prevenzione patrimoniale. Il giusto processo ed il procedimento di prevenzione. La tutela dei diritti dei terzi.LUISS PhD Thesi

    Venture capital-backed firms, trade sales e tutela dell’imprenditore tra shareholder value maximization e equa valorizzazione

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    Questo elaborato si focalizza sull’operazione – la trade sale – tramite cui si perviene al trasferimento del controllo totalitario degli assets della venture capital-backed firm ad un partner strategico; e che, a seconda del contesto in cui essa si realizza, può assumere forme diverse: negli Stati Uniti, essa si realizza tramite una fusione con integrale conguaglio in denaro; in Italia, invece, tramite la co-vendita da trascinamento. Può schematicamente dirsi che il presente elaborato si prefigga tre obiettivi. Il primo e basilare obiettivo è quello di conseguire una più granulare conoscenza della struttura economica del rapporto tra venture capitalist e imprenditore al fine di (i) comprenderne appieno la logica di fondo; (ii) delineare con sufficiente precisione le prerogative dell’uno e dell’altro; e, quindi, (iii) far luce sulle dinamiche osservabili in occasione della trade sale. Il secondo obiettivo è quello di delineare la disciplina che governa la trade sale negli Stati Uniti e in Italia, al fine di comprendere come il diritto vigente in tali due giurisdizioni sia, in effetti, in grado di servire le esigenze di venture capitalist e imprenditori. Tale operazione sarà svolta muovendo da un approccio funzionale che consenta quindi di comparare operazioni formalmente diverse ma funzionalmente equivalenti: la cash-for-stock merger e la co-vendita da trascinamento. Il terzo e ultimo obiettivo è quello di analizzare la risposta regolatoria negli Stati Uniti e in Italia, evidenziandone gli eventuali limiti e sforzandosi, pur senza offrire soluzioni definitive, di porre in rilievo taluni elementi in considerazione dei quali sarebbe forse possibile elaborare percorsi argomentativi utili a migliorarla, come pure di segnalare possibili soluzioni pur esse non perfette ma quantomeno medio tempore utili, forse, a superare i limiti della disciplina cui attualmente la trade sale è soggetta nell’uno come nell’altro ordinamento.Questo elaborato si focalizza sull’operazione – la trade sale – tramite cui si perviene al trasferimento del controllo totalitario degli assets della venture capital-backed firm ad un partner strategico; e che, a seconda del contesto in cui essa si realizza, può assumere forme diverse: negli Stati Uniti, essa si realizza tramite una fusione con integrale conguaglio in denaro; in Italia, invece, tramite la co-vendita da trascinamento. Può schematicamente dirsi che il presente elaborato si prefigga tre obiettivi. Il primo e basilare obiettivo è quello di conseguire una più granulare conoscenza della struttura economica del rapporto tra venture capitalist e imprenditore al fine di (i) comprenderne appieno la logica di fondo; (ii) delineare con sufficiente precisione le prerogative dell’uno e dell’altro; e, quindi, (iii) far luce sulle dinamiche osservabili in occasione della trade sale. Il secondo obiettivo è quello di delineare la disciplina che governa la trade sale negli Stati Uniti e in Italia, al fine di comprendere come il diritto vigente in tali due giurisdizioni sia, in effetti, in grado di servire le esigenze di venture capitalist e imprenditori. Tale operazione sarà svolta muovendo da un approccio funzionale che consenta quindi di comparare operazioni formalmente diverse ma funzionalmente equivalenti: la cash-for-stock merger e la co-vendita da trascinamento. Il terzo e ultimo obiettivo è quello di analizzare la risposta regolatoria negli Stati Uniti e in Italia, evidenziandone gli eventuali limiti e sforzandosi, pur senza offrire soluzioni definitive, di porre in rilievo taluni elementi in considerazione dei quali sarebbe forse possibile elaborare percorsi argomentativi utili a migliorarla, come pure di segnalare possibili soluzioni pur esse non perfette ma quantomeno medio tempore utili, forse, a superare i limiti della disciplina cui attualmente la trade sale è soggetta nell’uno come nell’altro ordinamento.LUISS PhD Thesi

    Analisi economica della giustizia in Italia

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    Il presente elaborato si pone l’obiettivo di analizzare, con l’aiuto degli strumenti dell’analisi economica, le caratteristiche salienti del processo civile in Italia, in quanto processo produttivo, le cui materie prime sono le pretese delle parti, come raffinate negli atti di causa degli avvocati ed il cui prodotto è niente meno che la Giustizia, racchiusa nelle sentenze dei nostri giudici. In via preliminare, si disamina la coerenza tra i canoni dell’efficienza economica e principi della giustizia sostanziale, rintracciando la ratio delle garanzie del giusto processo. Segue un’analisi ricognitiva dei principali lavori empirici che dimostrano le interconnessioni tra andamento della giustizia in un paese ed il proprio sistema economico e sociale. Quindi il presente elaborato procede con lo scrutinio delle varie proposte di riforma avanzate dalle commissioni Liebman, Tarzia, Vaccarella e Berruti per la riforma del processo civile, testandone le proposte sui fronti di effettività, efficienza ed economicità. Infine, si propongono alcune soluzioni che l’autore riterrebbe meritevoli di implementazione nell’ordinamento italiano.Il presente elaborato si pone l’obiettivo di analizzare, con l’aiuto degli strumenti dell’analisi economica, le caratteristiche salienti del processo civile in Italia, in quanto processo produttivo, le cui materie prime sono le pretese delle parti, come raffinate negli atti di causa degli avvocati ed il cui prodotto è niente meno che la Giustizia, racchiusa nelle sentenze dei nostri giudici. In via preliminare, si disamina la coerenza tra i canoni dell’efficienza economica e principi della giustizia sostanziale, rintracciando la ratio delle garanzie del giusto processo. Segue un’analisi ricognitiva dei principali lavori empirici che dimostrano le interconnessioni tra andamento della giustizia in un paese ed il proprio sistema economico e sociale. Quindi il presente elaborato procede con lo scrutinio delle varie proposte di riforma avanzate dalle commissioni Liebman, Tarzia, Vaccarella e Berruti per la riforma del processo civile, testandone le proposte sui fronti di effettività, efficienza ed economicità. Infine, si propongono alcune soluzioni che l’autore riterrebbe meritevoli di implementazione nell’ordinamento italiano.LUISS PhD Thesi

    Essays in Microeconomics

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    In Chapter 1 [The Effect of Foreign Ownership on Competition: Evidence from the Turkish Banking Industry], the competitive conditions for the Turkish banking industry is examined by using the Panzar-Rosse (1987) model and considering the foreign investments to the banking industry. Within the liberalization of the financial markets, foreign direct investment activities have grown very quickly especially in the banking sector. Acquisition by foreigners has been linked to introduction of new technology and expansions in products and service range. This suggests that the inflow of foreign capital can alter the competitive structure of an industry. I plan to investigate the quantitative importance of this phenomenon using the data from the Turkish banking industry. To measure the competition upon increase in foreign ownership, I will use the Panzar and Rosse (1987) model that allows to test for market structure relying solely on information from the financial statements of the banks. The results indicate a monopolistic competition for the Turkish banking industry. In Chapter 2 [The Role of Credit Supply in Increasing Demand: Evidence from Turkish Automobile Market], the effects of credit supply in increasing demand of a durable good (car market) by vector auto-regression (VAR) is examined. After the devaluation of the Turkish Lira against Euro and US Dollar, automobile prices in Turkey rose substantially. Despite this context, car sales also increased. In this paper, I explore the role of credit supply of the Turkish banks. Throughout this period, consumer credit increased due to the modernization of the Turkish banking sector. The results indicate that car credits first boost car sales and then affects the latter negatively.In Chapter 1 [The Effect of Foreign Ownership on Competition: Evidence from the Turkish Banking Industry], the competitive conditions for the Turkish banking industry is examined by using the Panzar-Rosse (1987) model and considering the foreign investments to the banking industry. Within the liberalization of the financial markets, foreign direct investment activities have grown very quickly especially in the banking sector. Acquisition by foreigners has been linked to introduction of new technology and expansions in products and service range. This suggests that the inflow of foreign capital can alter the competitive structure of an industry. I plan to investigate the quantitative importance of this phenomenon using the data from the Turkish banking industry. To measure the competition upon increase in foreign ownership, I will use the Panzar and Rosse (1987) model that allows to test for market structure relying solely on information from the financial statements of the banks. The results indicate a monopolistic competition for the Turkish banking industry. In Chapter 2 [The Role of Credit Supply in Increasing Demand: Evidence from Turkish Automobile Market], the effects of credit supply in increasing demand of a durable good (car market) by vector auto-regression (VAR) is examined. After the devaluation of the Turkish Lira against Euro and US Dollar, automobile prices in Turkey rose substantially. Despite this context, car sales also increased. In this paper, I explore the role of credit supply of the Turkish banks. Throughout this period, consumer credit increased due to the modernization of the Turkish banking sector. The results indicate that car credits first boost car sales and then affects the latter negatively.LUISS PhD Thesi

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